Discretamente passata inosservata ai più, nei primi giorni dell'anno si è verificata una bella congiunzione di Luna, Venere e Marte, nelle luci del crepuscolo. In quei giorni mi trovavo per le vacanze natalizie a Mondovì e ho deciso di dedicare ancora una foto a questa splendido posto. Nell'articolo a seguire tutti i dettagli ed i retroscena dello scatto e dell'elaborazione.
Pianificati data, ora e posizione per lo scatto non resta che arrivare puntuali all'appuntamento con giusto l'essenziale: la mia fida A7, un paio di vecchi obiettivi Nikon, cavalletto e scatto remoto programmabile. Faccio una serie di scatti di prova per valutare la luce, quindi imposto la macchina in full manual per evitare brutte sorprese in fase di elaborazione. Avvio la sequenza dal telecomando con la Luna ancora bella alta nel cielo. Ora non resta che "godersi" un'oretta di freddo mentre la Luna cala verso l'orizzonte...ah no accidenti ho scordato una cosa! Il blocco dello specchio per evitare le vibrazioni!! No scherzo...😃 non mi serve più...la A7 lo specchio non ce l'ha!
Questa volta davvero di "impresa" fotografica si tratta... due notti di fotografia non-stop, una per il light paint ed una per la Via Lattea. Location a dir poco scomoda, sopratutto di notte: è una cresta rocciosa che sovrasta la Pnna raggiungibile solo tramite una ripida china piena di rododendri. Come se non bastasse ci si è messa pure la CF che ha deciso di morire al ritorno rischiando di farmi venire un infarto.
Come ormai di consueto il tutto è stato eseguito con la testa panoramica autocostruita Multy-Track, sia per l'inseguimento stellare (composizione di 6x4 scatti da 5 minuti @ 320 ISO) che per il light paint.
Il mio ginocchio sgarruppato ringrazia ma ne è valsa la pena. A voi il verdetto finale! Commenti e critiche sono sempre graditi.
Eccomi di ritorno sulla Pnna, stesso posto del post della settimana scorsa, per uno scatto completamente diverso. Questa volta sono salito con i miei amici degli Astrofili Bisalta, loro impegnati in riprese ed osservazioni a lunga focale del profondo cielo ed io in campi decisamente più estesi poco più in là. Lode alla loro pazienza nel sopportare la prima fase di light-painting in cui peregrinavo illuminando a destra e manca con il faro!
In questa sessione ho dato fondo a quasi tutte le funzionalità della testa robotizzata autocostruita Multy-Track in una sola immagine: la base è composta da un panorama di 3 scatti verticali ripetuto in orari diversi per ottenere luci differenti a cui sono sovrapposti svariati frame in light-painting ed infine la via lattea ricavata da 8 scatti da 5 minuti con la montatura in modalità inseguitore stellare per compensare la rotazione terrestre. In particolare la via lattea non è stata affatto facile da estrarre per via della poca luminosità della parte inquadrata, ovvero quella verso Nord. Da notare la nostra galassia sorella, ovvero quella di Andromeda appena al di sotto la via. Lei insieme ad un'altra settantina fa parte del Gruppo Locale: l'ammasso di galassie di cui noi, con la Via Lattea, facciamo parte.
Per testare le capacità della nuova testa a cremagliera Manfrotto 410, ma sopratutto per togliermi uno sfizio che avevo da tempo, ho deciso di realizzare questo gigaPano in notturna dai quasi 1800m di Monte Moro a picco sulla pianura, con una vista mozzafiato! Vi invito ad andarci di notte per comprendere il nome "Baita delle stelle" dato all'edificio semi-abbandonato sulla sommità: vi sembrerà vedere solo stelle sopra e sotto di voi (le luci delle città), davvero suggestivo.
Come anticipato ho usato la testa a cremagliera in quanto nel buio assoluto è difficile prendere punti di riferimento per gli spostamenti nei panorami, con questa il problema non si pone in quanto basta leggere i valori sulle scale graduate. Altro problema non da poco è stata la turbolenza atmosferica che purtroppo ha, in parte, degradato la foto impastando i dettagli più fini. Infine ho dovuto croppare di un rapporto 2/3 il panorama di valle per via delle limitazioni imposte dal formato Tiff, sforava i 4Gb! Anche così l'elaborazione è stata davvero pesante con sempre 16Gb di RAM pieni.
In totale l'immagine è lo stitch di:
23 scatti orizzontali da 15" a 50mm su due file per il panorama di valle;
9 scatti orizzontali da 180" a 18mm per il primo piano in light painting;
6 scatti orizzontali da 15" a 18mm per il secondo piano;
11 scatti da 5' per lo star-trail ed il cielo.
Per un totale di 89 minuti netti di posa senza contare scatti scartati e tempi di setup, la ripresa in tutto ha richiesto circa 3 ore.
A seguire la composizione finale, la versione annotata ed il solo panorama di valle senza regolazioni di livello, spero vi piacciano. Buona visione!
Clicca sull'immagine per ingrandire o visualizza il pano zommabile QUI o qui sotto
Rieccomi con un nuovo pazzo post estivo, ieri sera guardo il meteo e cosa prevedono? Temporale in serata! Quale occasione migliore visto che da tempo volevo fare alcune foto in notturna a Mondovì Piazza dalle Langhe Monregalesi?
Come antipasto ecco alcuni scatti presi al tramonto durante la ricognizione in cerca della postazione adatta. Sono tutti panorami da 4 a 12 scatti con 10-20 Sigma per un effetto il più immersivo possibile.
Con l'arrivo della bella stagione iniziano a fare capolino i primi temporali estivi, davvero suggestivi al crepuscolo o di notte quando i loro numerosi fulmini danno spettacolo nel cielo. Memore di precedenti occasioni, nelle quali mi ero fatto cogliere impreparato, ora mi porto sempre appresso la strumentazione al completo. Grazie a questo accorgimento ho potuto mettere a punto il setup in pochi minuti alle prime avvisaglie di un temporale in arrivo.
Per poter fotografare un temporale bisogna innanzitutto non esserci sotto! Altrimenti vi troverete con la strumentazione zuppa ma sopratutto non potrete cogliere i fulmini nella loro interezza, inquadratura possibile solo da una certa distanza. Ad esempio in questo caso mi trovavo nella fortunatissima situazione di trovarmi in una sorta di occhio del ciclone con temporali tutto attorno a me ed il cielo stellato al di sopra, davvero suggestivo!
Quindi bisogna mettere la macchina fotografica sul cavalletto, impostare un diaframma abbastanza chiuso (es f.8-11), bassi ISO al fine di ottenere il tempo di scatto il più lungo possibile compatibilmente con la luminosità ambientale per non avere saturazione del sensore, può essere necessario aggiungere un filtro ND.
Se la vostra macchina ne è fornita potete usare l'intervallometro integrato per automatizzare la ripresa. Ad esempio in questo caso ho impostato tempi di scatto di 30s e l'intervallometro per scattare ogni 33s in modo da dare il tempo alla macchina di salvare il file sulla CF ed effettuare il sollevamento anticipato dello specchio (per limitare le vibrazioni). Da notare come se avessi messo 30s avrei ottenuto la perdita di un frame su due in quanto la macchina non sarebbe stata pronta a scattare subito. E' inoltre essenziale disattivare la riduzione del rumore sulle lunghe pose altrimenti per ogni scatto la macchina ne effettuerà un altro a tendina chiusa per la sottrazione del segnale di dark, facendoci di nuovo perdere un frame su due.
Importati tutti i frame, si passa alla selezione prelevando solo quelli che hanno catturato un fulmine. I migliori risultati della mia "caccia al fulmine" di ieri sera sono seguenti. E' stata apportata solamente una leggera post produzione per evidenziare il cielo stellato, il contrasto locale delle nubi ed alcune regolazioni sul pannello HSL.
E cosa fare con gli scatti scartati? Non buttateli via! Montando in un video tutti i frame della sessione ho realizzato questo suggestivo timelapse del temporale che permette di apprezzare, assieme con i fulmini, il continuo ed ipnotico movimento delle nubi.
Di notte una città offre molti spunti creativi a chi è pronto a coglierli ma sopratutto a chi è preparato con tecnica e strumenti giusti. In questo articolo vi svelerò tutti i retroscena alla base della foto seguente e di altre della stessa sessione.
Erano alcune settimane che mi frullava per la testa l'idea di realizzare un set notturno nel centro di Mondovì, gli elementi che volevo inserire nella composizione erano tre: la Luna, la fontana e le strisciate dei fanali delle auto lungo la strada, per donare un certo dinamismo alla scena.